sabato 1 marzo 2014

A Carnevale ogni scherzo vale ;-)




CARNEVALE è arrivato ed è tempo di travestimenti e allegri camuffamenti, sicuramente il momento più colorato e giocoso dell'anno!
Questo periodo, essendo collegato alla Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. Anche se per tradizione popolare i festeggiamenti cominciano ogni anno il 17 gennaio, il Carnevale ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle sette che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano) e finisce il martedì che precede il Mercoledì delle Ceneri, che segna l'inizio della Quaresima. La durata è perciò di due settimane e due giorni, quest'anno va dal 16 febbraio al 4 marzo.
I giorni di maggior festeggiamenti sono il giovedì grasso (27 febbraio), la domenica di Carnevale (2 marzo) e terminano con il martedì grasso (4 marzo).
Questa ricorrenza è molto sentita dai bambini, ma anche dagli adulti, che possono indossare i più variegati costumi di Carnevale e partecipare ad allegre feste, tra coriandoli e stelle filanti.
L'uso delle maschere e in particolare della maschera che ride risale ai riti antichi legati al Carnevale, in cui vi era la credenza che la risata, anche se finta, allontanasse gli spiriti maligni.
A questo proposito vi propongo una filastrocca da cantare in compagnia di grandi e piccini armonicaMENTE insieme ;-)



Filastrocca delle maschere

Su giriamo, mascherine,
siamo tutte assai carine,
abbiam voglia di scherzare
e gli amici rallegrare.
Diamo spazio all'allegria,
la tristezza vola via,
or facciamo un girotondo
per unire tutto il mondo
con la nostra compagnia,
la più lieta che ci sia! 


venerdì 21 febbraio 2014

"Parlare" con i bambini



Eccomi qui ancora a parlare di LINGUAGGIO (... avevo dichiarato che questo argomento mi interessa molto ;-) e in specifico di un'attività in grado di aiutare a imparare a parlare e comunicare.
Per i bambini che frequentano un servizio educativo, questo svolge un ruolo fondamentale sul loro percorso di apprendimento linguistico e comunicativo. Durante le attività di un gruppo possono esserci molti fattori di disturbo che ostacolano la comunicazione e la relazione dei bambini tra loro e con gli insegnanti ad esempio: parole nuove, produzioni poco articolate (le parole "mangiate"), rumore di fondo.
Riuscire ad interagire con gli altri può avere importanti riflessi non solo sullo sviluppo della competenza linguistica e comunicativa, ma anche sul carattere e sullo sviluppo emotivo dei bambini.
Le ricerche trovano una correlazione anche tra gli stimoli forniti ai bambini nei primi anni di vita e i risultati scolastici successivi.
La LETTURA è considerata una delle più importanti attività mirate di potenziamento delle abilità linguistiche e comunicative. Per i bambini più piccoli possono essere d'aiuto dei pupazzi, ad esempio le FINGER
PUPPETS (anche fai da te!), in modo da drammatizzare, mimare, visualizzare le azioni e le vicende narrate.
Leggere ad alta voce favorisce lo sviluppo del linguaggio, arricchisce la memoria, stimola la fantasia, promuove la capacità di comprendere, rende più intensi e stretti i rapporti affettivi fra chi legge e il bambino che ascolta.
Fin dal secondo semestre di vita è consigliabile iniziare a raccontare e a leggere ad alta voce; comunque NON è MAI né TROPPO PRESTO né TROPPO TARDI PER COMINCIARE!!!
Dedicare ogni giorno da 5 a 15 minuti alla lettura ad alta voce, al guardare insieme al bambino immagini, recitare filastrocche, raccontare fiabe e storie è IMPORTANTISSIMO. Non è la quantità che conta, ma la qualità del rapporto fra chi legge e il bambino che ascolta.
Ricordate che nel bambino molto piccolo prevale l'interesse per le immagini ed è forte la necessità della manipolazione, del riconoscimento attraverso la bocca, del buttare per raccogliere o rompere e strappare. La scoperta di colori e immagini nel bambino stimola la rielaborazione fantastica e sviluppa il suo grado di attenzione e la sua capacità di concentrazione. Sotto l'anno di vita il materiale deve essere resistente, meglio se plastificato, da maneggiare facilmente, mettere in bocca, molto colorato, con grandi immagini e poche parole.
Per ulteriori e più approfondite informazioni su quali pubblicazioni per quali età e tanto altro visitate :


A presto ;-)

venerdì 14 febbraio 2014

Happy Valentine's Day!!!






From my HEART
 to yours









... E A TUTTI QUELLI CHE SI CHIAMANO
VALENTINO&VALENTINA









sabato 1 febbraio 2014

Disturbi del linguaggio

Mi vorrei ricollegare all'argomento del precedente post su LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO introducendovi i DISTURBI DEL LINGUAGGIO.
L'attenzione allo sviluppo del linguaggio e alla capacità espressiva dei bambini è fondamentale per riuscire a identificare precocemente un possibile disturbo e per individuare l'eventuale terapia per superarlo.

I Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) possono comparire nei bambini a partire dai 2 anni con le prime parole e per tutta l'età scolare. Saperli riconoscere in tempo è molto importante per differenziare un bambino "pigro" da uno con disturbi e procedere con il percorso più adatto.

Un primo aspetto da valutare sui DSL è se sono isolati o associati ad altri sintomi, quali difficoltà motorie, deficit sensoriali o alterazioni comportamentali che necessitano di essere affrontati insieme.
I DSL, indipendentemente che siano isolati o associati ad altri, si classificano in 3 categorie:

  • disturbi dell'articolazione della parola, nell'emissione dei suoni, come i diversi tipi di balbuzie.Terapia: è consigliato un trattamento logopedico, nelle modalità da definire col pediatra;
  • disturbi espressivi, in cui il bambino usa vocabolario ridotto e frasi semplici ma è in grado di capire il significato delle parole. Terapia: può essere necessario un supporto psicopedagogico che aiuti il bambino a organizzare, strutturare e potenziare le proprie capacità. Anche in questo caso, il pediatra saprà indirizzare al referente appropriato;
  • disturbo di comprensione del linguaggio, che si manifesta soprattutto con difficoltà di apprendimento, tra cui la DISLESSIA, che interessa il 3-4% dei bambini in età scolare* ma è ancora poco conosciuta.
Non è dovuta a deficit di intelligenza o neurologici (i bambini sono spesso vivaci e creativi), ma riguarda selettivamente il riconoscimento di lettere e parole, la scrittura oppure l'esecuzione di calcoli. Terapia: va affrontata con opportuni interventi riabilitativi come software ad hoc, trattamenti logopedici, terapie neuropsicologiche, in una prospettiva di stretta collaborazione tra genitori e insegnanti.


 * Fonte: Associazione Italiana Dislessia, www.aiditalia.org


In ogni caso una diagnosi e un'intervento precoce sono essenziali:

è bene accertarsi che il bimbo poco loquace sia in grado di capire le parole, stimolandolo a usare la voce
anziché i gesti ed evitando di trasmettergli ansia. Anche se il bambino mostra difficoltà è importante che i genitori lo ascoltino, creando attorno a lui un mondo fatto di affetto e comprensione.


domenica 26 gennaio 2014

Lo sviluppo del linguaggio

Eccomiiiiiii, BEN RITROVATI ;-)
La Befana ha portato via con se' tutte le festività e ora sono pronta per iniziare un nuovo fantastico anno armonicaMENTE insieme...

Volevo introdurvi un argomento che mi ha sempre interessato:
Lo sviluppo del LINGUAGGIO nel neonato.


Fin dalla nascita, il neonato compie azioni che lo preparano fisicamente ed intellettualmente al linguaggio. Succhiare, piangere, gridare, cinguettare e tutti i possibili giochi vocali insegnano a modulare i suoni, a produrre rumori e vocalizzi propri di tutte le lingue aiutando il bambino a preparasi, un giorno, a parlare e ad esprimersi.
Attraverso il pianto, soprattutto, il neonato si esprime fin dal primo istante di vita, cercando di indicare un bisogno, un malessere che chi lo accudisce imparerà presto a decifrare secondo l'intensità, il tono, la posizione di mani e piedi,... riuscendo a rispondere alla sua richiesta.

La preparazione degli organi preposti non è l'unico motore che si attiva perché il linguaggio è strettamente legato sia allo sviluppo del pensiero sia agli scambi con il proprio ambiente, in particolar modo con gli "adulti" di riferimento (genitori, fratelli e sorelle, nonni, educatori).
Il neonato ancor prima di nascere ha bisogno di una "immersione" nel linguaggio, un mondo fatto di ritmo,suoni e rumori (vedi post MUSICA in culla) ed è da subito affascinato dalla parola. Parlare al proprio bambino quando ancora è nella pancia e continuando poi, ovviamente, è il miglior modo per prepararlo al linguaggio. Parlare, giocare con le parole, cantare canzoni e filastrocche, non importa che il piccolo capisca, l'importante è stimolare l'udito.

Alla nascita siamo naturalmente predisposti all'acquisizione dei suoni di qualsiasi lingua e siamo in grado di produrre anche suoni che non appartengono al nostro futuro sistema linguistico. Con il passare del tempo ci "specializziamo"  a parlare la/le lingua/e che sentiamo. L'apprendimento spontaneo della lingua si compie, in un primo tempo, attraverso un processo di imitazione e riproduzione.
La velocità di acquisizione può variare da bambino a bambino. Esistono delle tappe segnalate a titolo indicativo; alcuni bambini "bruceranno" le tappe mentre altri le attraverseranno più lentamente, altri bambini passeranno velocemente i primi step d'acquisizione per poi regredire magari per un determinato periodo.
Tutto è relativo! Non preoccupiamoci se un bambino di 24 mesi possiede un vocabolario limitato ad una decina di parole... tuttavia se lo sviluppo del linguaggio vi preoccupa o se constatate una regressione o un ristagno che ritenete troppo lungo, non esitate a consultare il pediatra. E' sempre meglio consultare un medico che dirà che non esiste motivo di preoccuparsi, piuttosto che sottovalutare un possibile disturbo del bambino.

Alla fine del secondo anno di vita, il bambino possiede, generalmente, un vocabolario che conta indicativamente tra 100 e 200 vocaboli. Gli sforzi che deve ancora compiere sono orientati sia all'acquisizione di parole nuove sia alla loro pronuncia.

Se il bambino pronuncia male una parola o una frase, non riprendetelo sistematicamente ma fate finta di non capire quello che ha appena detto per farlo provare a ripetere in modo corretto oppure ripetete correttamente le parole che ha pronunciato male.
Non appena avrà acquisito un vocabolario più esteso è importante prepararlo a formare delle frasi, cercando quindi di non perdere la SANA ABITUDINE di commentare e spiegare tutto quello che si fa con il bambino o in sua presenza.

A prestissimo ;-)

martedì 31 dicembre 2013