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martedì 10 giugno 2014

Libri tattili


Fin dai primi giorni di vita i bambini amano scoprire nuove sensazioni e il loro "apprendistato", nel primo anno, passa essenzialmente dai cinque sensi.
Provate a immaginare un libro, che pagina dopo pagina, sappia regalare esperienze sensoriali sempre nuove, aiutando, attraverso la scoperta di diverse texture, lo sviluppo sensoriale... i bambini adoreranno passare un po' di tempo con il loro LIBRO TATTILE, toccando e stropicciando le pagine, accarezzando quelle morbide, piegando quelle più rigide, ecc.
Perché non proviamo a crearlo??? Inoltre, come dicevo in un post precedente, non è mai troppo presto per introdurre l'oggetto libro nella vita del bambino!

COSA SERVE

  • Pezzi di carta, cartoncino e cartone
  • Pezzi di diversi tessuti
  • Pezzi di plastica di diversi tipi e spessori
  • Carta vetrata
  • Forbici
  • Perforatrice
  • Nastro robusto



Iniziamo?
Raccogliete vari pezzi di tessuto, tutti diversi tra loro, carte, cartoncini, cartoni, fogli di plastica e ritagliate ogni pezzo in modo da dare a tutti la stessa misura. Per ritagliare i tessuti sarebbe preferibile usare forbici a zig-zag per evitare che si sfilaccino.
Cercate di variare il più possibile le consistenze, gli spessori ed i colori. Procuratevi anche qualche tessuto morbido tipo peluche. La plastica procurerà la sensazione di freddo al tatto mentre la carta vetrata simulerà la sensazione del "grattare" e ovviamente del ruvido.

Con la perforatrice, fate uno o due buchi nell'angolo di ogni pagina. Unite tutte le pagine infilando un nastro robusto nei buchi e chiudendolo con un nodo solido.
In poche e semplici mosse il vostro libro tattile sarà pronto ad offrire sensazioni ai vostri piccoli.
Più avanti potrete aggiungere delle simpatiche figure, ispirandovi alle storie che racconterete ai bambini, divertendoli gli farete "toccare con mano" come sono le cose...
e inizieranno ad apprendere informazioni, non più solo di derivazione sensoriale.

Come sempre fatevi ispirare dalla fantasia e create insieme ;-)

venerdì 21 febbraio 2014

"Parlare" con i bambini



Eccomi qui ancora a parlare di LINGUAGGIO (... avevo dichiarato che questo argomento mi interessa molto ;-) e in specifico di un'attività in grado di aiutare a imparare a parlare e comunicare.
Per i bambini che frequentano un servizio educativo, questo svolge un ruolo fondamentale sul loro percorso di apprendimento linguistico e comunicativo. Durante le attività di un gruppo possono esserci molti fattori di disturbo che ostacolano la comunicazione e la relazione dei bambini tra loro e con gli insegnanti ad esempio: parole nuove, produzioni poco articolate (le parole "mangiate"), rumore di fondo.
Riuscire ad interagire con gli altri può avere importanti riflessi non solo sullo sviluppo della competenza linguistica e comunicativa, ma anche sul carattere e sullo sviluppo emotivo dei bambini.
Le ricerche trovano una correlazione anche tra gli stimoli forniti ai bambini nei primi anni di vita e i risultati scolastici successivi.
La LETTURA è considerata una delle più importanti attività mirate di potenziamento delle abilità linguistiche e comunicative. Per i bambini più piccoli possono essere d'aiuto dei pupazzi, ad esempio le FINGER
PUPPETS (anche fai da te!), in modo da drammatizzare, mimare, visualizzare le azioni e le vicende narrate.
Leggere ad alta voce favorisce lo sviluppo del linguaggio, arricchisce la memoria, stimola la fantasia, promuove la capacità di comprendere, rende più intensi e stretti i rapporti affettivi fra chi legge e il bambino che ascolta.
Fin dal secondo semestre di vita è consigliabile iniziare a raccontare e a leggere ad alta voce; comunque NON è MAI né TROPPO PRESTO né TROPPO TARDI PER COMINCIARE!!!
Dedicare ogni giorno da 5 a 15 minuti alla lettura ad alta voce, al guardare insieme al bambino immagini, recitare filastrocche, raccontare fiabe e storie è IMPORTANTISSIMO. Non è la quantità che conta, ma la qualità del rapporto fra chi legge e il bambino che ascolta.
Ricordate che nel bambino molto piccolo prevale l'interesse per le immagini ed è forte la necessità della manipolazione, del riconoscimento attraverso la bocca, del buttare per raccogliere o rompere e strappare. La scoperta di colori e immagini nel bambino stimola la rielaborazione fantastica e sviluppa il suo grado di attenzione e la sua capacità di concentrazione. Sotto l'anno di vita il materiale deve essere resistente, meglio se plastificato, da maneggiare facilmente, mettere in bocca, molto colorato, con grandi immagini e poche parole.
Per ulteriori e più approfondite informazioni su quali pubblicazioni per quali età e tanto altro visitate :


A presto ;-)

sabato 1 febbraio 2014

Disturbi del linguaggio

Mi vorrei ricollegare all'argomento del precedente post su LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO introducendovi i DISTURBI DEL LINGUAGGIO.
L'attenzione allo sviluppo del linguaggio e alla capacità espressiva dei bambini è fondamentale per riuscire a identificare precocemente un possibile disturbo e per individuare l'eventuale terapia per superarlo.

I Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) possono comparire nei bambini a partire dai 2 anni con le prime parole e per tutta l'età scolare. Saperli riconoscere in tempo è molto importante per differenziare un bambino "pigro" da uno con disturbi e procedere con il percorso più adatto.

Un primo aspetto da valutare sui DSL è se sono isolati o associati ad altri sintomi, quali difficoltà motorie, deficit sensoriali o alterazioni comportamentali che necessitano di essere affrontati insieme.
I DSL, indipendentemente che siano isolati o associati ad altri, si classificano in 3 categorie:

  • disturbi dell'articolazione della parola, nell'emissione dei suoni, come i diversi tipi di balbuzie.Terapia: è consigliato un trattamento logopedico, nelle modalità da definire col pediatra;
  • disturbi espressivi, in cui il bambino usa vocabolario ridotto e frasi semplici ma è in grado di capire il significato delle parole. Terapia: può essere necessario un supporto psicopedagogico che aiuti il bambino a organizzare, strutturare e potenziare le proprie capacità. Anche in questo caso, il pediatra saprà indirizzare al referente appropriato;
  • disturbo di comprensione del linguaggio, che si manifesta soprattutto con difficoltà di apprendimento, tra cui la DISLESSIA, che interessa il 3-4% dei bambini in età scolare* ma è ancora poco conosciuta.
Non è dovuta a deficit di intelligenza o neurologici (i bambini sono spesso vivaci e creativi), ma riguarda selettivamente il riconoscimento di lettere e parole, la scrittura oppure l'esecuzione di calcoli. Terapia: va affrontata con opportuni interventi riabilitativi come software ad hoc, trattamenti logopedici, terapie neuropsicologiche, in una prospettiva di stretta collaborazione tra genitori e insegnanti.


 * Fonte: Associazione Italiana Dislessia, www.aiditalia.org


In ogni caso una diagnosi e un'intervento precoce sono essenziali:

è bene accertarsi che il bimbo poco loquace sia in grado di capire le parole, stimolandolo a usare la voce
anziché i gesti ed evitando di trasmettergli ansia. Anche se il bambino mostra difficoltà è importante che i genitori lo ascoltino, creando attorno a lui un mondo fatto di affetto e comprensione.


domenica 26 gennaio 2014

Lo sviluppo del linguaggio

Eccomiiiiiii, BEN RITROVATI ;-)
La Befana ha portato via con se' tutte le festività e ora sono pronta per iniziare un nuovo fantastico anno armonicaMENTE insieme...

Volevo introdurvi un argomento che mi ha sempre interessato:
Lo sviluppo del LINGUAGGIO nel neonato.


Fin dalla nascita, il neonato compie azioni che lo preparano fisicamente ed intellettualmente al linguaggio. Succhiare, piangere, gridare, cinguettare e tutti i possibili giochi vocali insegnano a modulare i suoni, a produrre rumori e vocalizzi propri di tutte le lingue aiutando il bambino a preparasi, un giorno, a parlare e ad esprimersi.
Attraverso il pianto, soprattutto, il neonato si esprime fin dal primo istante di vita, cercando di indicare un bisogno, un malessere che chi lo accudisce imparerà presto a decifrare secondo l'intensità, il tono, la posizione di mani e piedi,... riuscendo a rispondere alla sua richiesta.

La preparazione degli organi preposti non è l'unico motore che si attiva perché il linguaggio è strettamente legato sia allo sviluppo del pensiero sia agli scambi con il proprio ambiente, in particolar modo con gli "adulti" di riferimento (genitori, fratelli e sorelle, nonni, educatori).
Il neonato ancor prima di nascere ha bisogno di una "immersione" nel linguaggio, un mondo fatto di ritmo,suoni e rumori (vedi post MUSICA in culla) ed è da subito affascinato dalla parola. Parlare al proprio bambino quando ancora è nella pancia e continuando poi, ovviamente, è il miglior modo per prepararlo al linguaggio. Parlare, giocare con le parole, cantare canzoni e filastrocche, non importa che il piccolo capisca, l'importante è stimolare l'udito.

Alla nascita siamo naturalmente predisposti all'acquisizione dei suoni di qualsiasi lingua e siamo in grado di produrre anche suoni che non appartengono al nostro futuro sistema linguistico. Con il passare del tempo ci "specializziamo"  a parlare la/le lingua/e che sentiamo. L'apprendimento spontaneo della lingua si compie, in un primo tempo, attraverso un processo di imitazione e riproduzione.
La velocità di acquisizione può variare da bambino a bambino. Esistono delle tappe segnalate a titolo indicativo; alcuni bambini "bruceranno" le tappe mentre altri le attraverseranno più lentamente, altri bambini passeranno velocemente i primi step d'acquisizione per poi regredire magari per un determinato periodo.
Tutto è relativo! Non preoccupiamoci se un bambino di 24 mesi possiede un vocabolario limitato ad una decina di parole... tuttavia se lo sviluppo del linguaggio vi preoccupa o se constatate una regressione o un ristagno che ritenete troppo lungo, non esitate a consultare il pediatra. E' sempre meglio consultare un medico che dirà che non esiste motivo di preoccuparsi, piuttosto che sottovalutare un possibile disturbo del bambino.

Alla fine del secondo anno di vita, il bambino possiede, generalmente, un vocabolario che conta indicativamente tra 100 e 200 vocaboli. Gli sforzi che deve ancora compiere sono orientati sia all'acquisizione di parole nuove sia alla loro pronuncia.

Se il bambino pronuncia male una parola o una frase, non riprendetelo sistematicamente ma fate finta di non capire quello che ha appena detto per farlo provare a ripetere in modo corretto oppure ripetete correttamente le parole che ha pronunciato male.
Non appena avrà acquisito un vocabolario più esteso è importante prepararlo a formare delle frasi, cercando quindi di non perdere la SANA ABITUDINE di commentare e spiegare tutto quello che si fa con il bambino o in sua presenza.

A prestissimo ;-)

martedì 26 novembre 2013

Il Didò



Manca poco meno di un mese a Natale e iniziando a pensare ai regali mi è venuto in mente il Didò...
I suoi panetti sono morbidi, profumati e coloratissimi: rossi, verdi, arancioni, gialli, e tantissimi altri colori vivaci che mettono allegria.
Per chi ancora non lo conoscesse (anche se a me sembra impossibile!!!), si tratta di una pasta molto facile e gradevole da modellare, che è la moderna evoluzione dei vecchi Das e plastilina.
Rispetto ai suoi "avi" è una pasta atossica, innocua e prodotta con ingredienti naturali che non macchiano (molto importante soprattutto per i più piccini) e più manipolabile, non secca se non dopo molti usi.

Psicologi, studiosi ed esperti di intelligenza creativa dicono che le paste modellabili coinvolgono e stimolano i diversi sensi del bambino (vista, tatto, olfatto). E non è affatto cosa da poco: Leonardo Da Vinci sosteneva che lo sviluppo dell'intelligenza sensoriale è alla base di una sana crescita dell'intelligenza creativa, cioè della capacità di scoprire, immaginare, inventare, trovare nuove soluzioni dove i saperi tradizionali sono insufficienti.

Non esiste asilo né scuola che ne sia sprovvisto e per tutte le caratteristiche descritte è uno dei giochi preferiti da educatori e insegnanti. Perché non averlo in casa?

Impastando e creando figure, animali, oggetti vari (esistono molte versioni, anche legate ai personaggi del momento) i bambini possono giocare in tutta sicurezza, liberando la fantasia e... diventare grandi.

sabato 21 settembre 2013

L'igiene orale è un gioco da bambini...




La dentizione è una tappa importante
La dentatura dei bambini si sviluppa attraverso due cicli: una dentizione decidua o da latte, costituita da 20 denti e una dentizione permanente, formata da 32 denti definitivi, che inizia dopo i 6 anni e si completa intorno ai 15 anni. La comparsa dei denti da latte avviene in linea di massima, tra i 4 e i 7 mesi per completarsi entro il compimento dei 3 anni.

Per maggiori informazioni consulta il sito dell'Associazione Italiana Odontoiatri (AIO):
www.aio.it

Educare i bambini a una corretta igiene orale fin da piccoli è molto importante, perché le abitudini che imparano in questa fase saranno fondamentali per la salute dei denti permanenti!!!
Quindi seguendo alcuni consigli coinvolgiamo i bambini nella cura dei primi dentini e nell'introduzione delle prime regole per una buona igiene orale.


  1. Anche se non sono ancora spuntati si può iniziare a prendersi cura dell'igiene orale del bambino mantenendo pulite le gengive con una garzina sterile inumidita, ad esempio con acqua o miele rosato, dopo ogni pasto e prima di metterlo a letto, si eviterà così il proliferare dei batteri, responsabili di eventuali infiammazioni alle gengive, già particolarmente sensibili e doloranti a causa della comparsa della dentatura.
  2. Si può approfittare della cosiddetta fase orale del bambino, dai 4 mesi in su, in cui tende a mettere in bocca tutto, per fargli scoprire lo spazzolino: sarà più facile avvicinarlo a questo strumento fondamentale quando sarà in grado di lavarsi i denti da solo.
  3. Spazzolate delicatamente denti, massaggiando anche le gengive, senza l'uso del dentifricio.
  4. Per coinvolgerli si può inventare una storia, proponendo delle immagini o dei personaggi divertenti.
Cresceranno sani e forti, avendo a cuore la salute dei loro amici denti!
Che ne dite? Un piccolo sforzo vale 
il sorriso di un bambino :-)


Ora tutti in bagno a prendere lo spazzolino!!!

venerdì 13 settembre 2013

Pasticciando in cucina... si imparano tante cose!



                           La cucina è molto amata dai bambini
Da piccoli per fare rumore con pentole, mestoli e coperchi, poi per curiosare nei pacchetti delle provviste, infine per pasticciare con i vari cibi. E' divertente mettere... le mani in pasta: in quella per la pizza o il pane, nell'impasto per le polpette o per la torta e così via. In seguito potranno preparare veri e propri piatti semplici, dall'uovo al tegamino alla pasta al pomodoro, in modo da arrivare con un minimo di autonomia quando avranno l'età per stare in casa da soli senza i genitori.



Una vera e propria scuola
Lavorando in cucina si imparano molte cose: ad usare con destrezza e precisione le mani, ad aspettare i tempi per la lievitazione o la cottura, a programmare la spesa, a stare attenti ai pericoli (coltelli, forbici, attrezzi pungenti, calore, fuoco, ecc.). E poi a non sporcare e a non sporcarsi troppo: dopo le prime esperienze "a ruota libera" l'educatore introdurrà le regole basilari di igiene e di buon senso.

Chi ben comincia...
Quale luogo migliore per iniziare a introdurre le informazioni di base per una corretta e sana alimentazione.
Occorre mangiare un po' di tutto perché in ogni alimento c'è qualcosa di utile per crescere ed essere forti: carne, pesce, uova e latticini forniscono le proteine, cioè i "mattoni" per diventare alti e avere muscoli forti; il latte fornisce il calcio per irrobustire ossa e denti; la verdura e la frutta sono ricche di vitamine e minerali; troppo zucchero provoca la carie e via di seguito.

Quale bambino non ha mai chiesto di "giocare" a cucinare?
Secondo me non esiste un posto più magico della cucina... ecco perché non c'è occasione migliore per insegnare ai piccoli a dare una mano in cucina, divertendosi ovvio!!!
Si può iniziare a spiegare che...

  • alcuni cibi sono composti da parti buone da mangiare e parti da scartare
  • la magia della cucina trasforma gli ingredienti per renderli migliori, con diversa consistenza e maggiore sapore
  • è importante conoscere il gusto degli alimenti per poterli usare nel modo migliore attraverso la guida delle ricette
  • il momento dell'assaggio è la prova più emozionante per ogni cuoco; serve a capire e valutare con attenzione l'aspetto, l'odore e il sapore di ogni piatto prima di servirlo!
Prima di iniziare a cucinare ci sono alcune regole da non dimenticare:

  1. ai bambini è consentito cucinare solo se in casa è presente un adulto
  2. prima di cucinare ci si deve lavare bene le mani e indossare un grembiule per limitare i danni
  3. è bene procedere sempre con molta calma e attenzione ai pericoli.
A questo punto tutti in cucina!!! Scegliete una ricetta facile per cominciare e... buon divertimento!!!


lunedì 12 agosto 2013

Il gioco del "DOVE SIAMO?"

Questa attività favorisce lo sviluppo della creatività, del gioco simbolico, l'immedesimazione in un percorso fantastico proposto dall'educatore e dagli amici e, allo stesso tempo, aiuta le iniziative personali.

Materiali
Teli colorati di diverse misure, tessuti e colori.

Mollette da bucato e nastro adesivo (per attaccare/appendere i teli alle pareti e al soffitto).
Materassi e cuscini.



L'educatore accompagna i bambini nell'ambiente predisposto per l'attività (sezione, laboratorio) completamente sgombro da altri materiali e rivestito di teli in modo da creare vari spazi (tane) dove i bambini possano entrare e uscire con facilità.

Sul pavimento è preferibile mettere dei materassi e/o cuscini in modo che i bambini possano stare seduti, distendersi, rotolare, dormire, ecc.

centroilgirasole.it


L'educatore, anche con l'ausilio di colonne sonore (rumori e/o musiche), propone un viaggio fantastico e invita i bambini a fare finta di essere in posti diversi e a comportarsi come richiederebbe quell'ambiente (esempio: nuotiamo se pensiamo al mare).
L'educatore può muovere, spostare, usare in vari modi i teli per variare gli stimoli percettivi.


L'attività si arricchisce e modifica seguendo i suggerimenti, le suggestioni che gli stessi bambini indicano mano a mano.

Siete pronti a giocare?

sabato 8 giugno 2013

In equilibrio con il corpo

                                                                                                                                                               

Immagine corporea

I bambini conoscono se stessi e il mondo attraverso il corpo, si esprimono con il corpo e sperimentano quotidianamente il cambiamento, la crescita delle proprie abilità fisiche.
L'immagine corporea è ciò che i bambini sentono, vedono e pensano del proprio corpo ma è soprattutto ciò che i bambini "creano", non soltanto attraverso uno specchio, bensì attraverso gli occhi di chi li circonda, che gli consegnano un'idea positiva o insicura di sé.
Il corpo del bambino non deve mai essere ridicolizzato (NO alle prese in giro sui difetti fisici), né idealizzato (con eccessivi richiami alla bellezza e alla magrezza).
I bambini vanno nutriti con equilibrate attenzioni affinché possano integrare nella propria immagine corporea tutti gli aspetti di sé che riguardano anche la propria sfera emotiva, in nome di un graduale e sano processo di crescita psicofisica.
Viene consigliato di portare fin da piccoli i bambini in piscina: l'ambiente acquatico favorisce movimenti dolci e percezioni positive del proprio corpo.

L'atostima del bambino

L'autostima è la misura della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, il "mattone" principale della nostra identità che consente la scalata verso la realizzazione individuale e sociale.
Il processo per l'acquisizione dell'autostima ha origine nell'infanzia, dove si formano le basi per la costruzione di una positiva immagine di sé. Perché avvenga ciò, è necessario anzitutto che le figure di riferimento, quali per primi i genitori, ma anche educatori, insegnanti e tutti coloro con cui il bambino si confronta ogni giorno, gli comunichino stima, lo sostengano incoraggiandolo e mai squalificandolo e, soprattutto, gli offrano riscontri positivi attraverso conferme e non sterili mortificazioni o attacchi alla sua personalità.

Il bambino deve sentirsi amato di un amore che nasce da un'accettazione piena e profonda: se gli altri lo accettano, anche lui imparerà ad accettarsi; se gli altri credono in lui, anche lui imparerà a credere in sé; se infine gli altri lo amano, anche lui imparerà ad amarsi e soltanto grazie a quell'amore riuscirà a maturare la propria autostima di bambino.

giovedì 23 maggio 2013

Il Cestino dei Tesori



Premessa al progetto:
attraverso "il fare", l'esplorazione con i cinque sensi, il bambino scopre, conosce e apprende il mondo circostante.
Questa particolare attività favorisce l'esplorazione del materiale offerto attraverso i sensi e contemporaneamente stimola la capacità di concentrazione (intesa come attenzione e partecipazione alla scoperta, sperimentazione e uso dei materiali), la creatività, la scoperta di nuovi possibili usi del materiale.

Che cos'è il Cestino dei Tesori?

"(...) uno dei modi più efficaci per incoraggiare i bambini nel gioco e nell'apprendimento, non appena siano in grado di stare seduti e prima che inizino a andare carponi."
Goldschmied E., Jackson S., (1994), Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Bergamo, p.106

Vengono offerti a piccoli gruppi di bambini dei cestini contenenti diversi oggetti di uso quotidiano (2 o 3 elementi per ciascun tipo di oggetto, ad esempio: coperchi per barattoli, mollette di legno, spazzole di diverso tipo e dimensioni, gomitoli, mestoli, penneli, tappi di sughero, sacchetti sensoriali, oggetti naturali, ecc) da esplorare attraverso tutti i sensi.
Il bambino alle prese con i vari oggetti del cestino dei tesori guarderà (colore, forma, lunghezza), toccherà (consistenza, forma, peso), annuserà (varietà di odori), potrà afferrare e succhiare (esercitando la coordinazione oculo-manuale e la varietà di sapori), scuotere (scoprendo relazioni di causa-effetto), battere, ascoltare suoni e rumori differenti, raccogliere, selezionare gli oggetti per lui interessanti.
Gli oggetti devono sempre essere selezionati secondo criteri di sicurezza e igienicità.
Accanto ai cestini è opportuno offrire alcuni barattoli, contenitori affinché il bambino possa sperimentare le attività di riempimento e svuotamento.
L'attività verrà proposta ai bambini, suddivisi in piccolo gruppo omogeneo per età (dagli 8 ai 15 mesi), in una stanza priva di altri stimoli.
L'adulto durante l'attività dovrebbe sedersi lì vicino, senza parlare o intervenire, a meno che il bambino non chieda chiaramente la sua attenzione.

Tempi del progetto

Dopo una fase iniziale in cui verrà chiesto anche il contributo dei genitori per la raccolta del materiale, si inizieranno a proporre i cestini ai bambini.
Nel tempo il materiale contenuto nei cestini verrà modificato, al fine di fornire ai bambini sempre nuove occasioni di scoperta e di esplorazione. In tal modo verrà mantenuto vivo l'interesse verso l'attività proposta.
Quando l'interesse diminuirà, verrà proposto il gioco euristico.



Non ci può essere un lavoro che riesca bene e di soddisfazione senza gioco; non ci può essere pensiero valido e sano senza gioco. Charles Dickens, 1854




Giocare è un'attività indispensabile per la vita di ogni bambino, come lo sono l'acqua, il cibo e il sonno.

Il gioco aiuta a sviluppare le capacità fisiche e quelle mentali, inoltre insegna a stare insieme, a competere e a collaborare con gli altri.

La DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEI BAMBINI, elaborata a New York nell'anno 1959 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite afferma che: "Il bambino deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e ad attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono adoperarsi per favorire la realizzazione di tale diritto".

Il bambino, ogni bambino, ne ha diritto poiché, se non gioca, non può effettuare una sana esplorazione di se stesso e dell'ambiente che ha intorno a sé.
Un bambino che non vuole o non sa giocare è un bambino triste, solo, in difficoltà; un bambino che non gioca perché non può è un piccolo schiavo cui si è rubata l'infanzia.
Giocando, infatti, il bambino può edificare con la fantasia una realtà immaginata in cui mettere in scena le cose importanti, può fare finta di essere un'astronauta, un papà o una mamma, può fare finta di ridere e di piangere e mettere alla prova tutte le sue diverse emozioni e parti di sé.

Una curiosità: alcune ricerche di psicologia dimostrano che bambine e bambini hanno comunque gusti differenti, anche se si offrono loro gli stessi giochi fin da piccolissimi. Sempre secondo queste ricerche: le femmine prediligono racconti, bambole e giochi di società mentre i maschi preferiscono sport, pupazzi e giochi di competizione, conflitto, aggressione.

"è nel giocare e soltanto mentre gioca che il bambino, e anche l'adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell'intera personalità, ed è soltanto nell'essere creativo che l'individuo scopre il Sé"
Donald Winnicott

domenica 28 aprile 2013

Progetto "Siamo fatti così!"

Attività laboratoriale da svolgersi in 4 incontri.
  • IMPRONTE MANI
  • IMPRONTE PIEDI
  • STAMPO LABBRA
  • SAGOMA CORPO (dove disegnare e colorare elementi, di cui non si può avere l'impronta, che compongono e contornano il viso come occhi, naso, orecchie, sopracciglia, capelli.)



Campo di esperienza: Attivare riconoscimento e appropriazione di sé mediante lo sviluppo della consapevolezza del sé corporeo, riproducendo dettagli del proprio corpo.
Prodotto finale dei laboratori:
cartellone (uno per ogni bambino) che riproduce schema corporeo con particolari rilevati dalle varie attività.

Obiettivi generali
  • Favorire lo sviluppo delle aree senso-percettiva e cognitiva.
  • Favorire la costruzione dell'identità personale attraverso la scoperta di sé e dell'altro.
  • Favorire l'autonomia nelle varie esperienze proposte.
  • Favorire l'area relazionale con possibilità di azioni individuali e momenti di scambio.
Obiettivi specifici
  • Il bambino conosce e esplora vari materiali e tecniche grafico-pittoriche.
  • Il bambino utilizza tutto il corpo per sperimentare (limiti spaziali della propria corporeità, per riprodurre il proprio schema corporeo e singoli elementi, per ricavare impronte e particolari del viso).
  • Il bambino manipola i materiali senza temere di sporcarsi.
  • Il bambino sperimenta sensazioni tattili e visive.

Destinatari/target
Bambini della fascia 12-24 mesi.

Spazio e allestimento del setting educativo
Lo spazio scelto per l'attività educativa è la sezione, allestendo un angolo grafico-pittorico nei pressi di uno specchio e mettendo a disposizione esclusivamente i materiali necessari per lo svolgimento delle attività, evitando così il più possibile la dispersione.

Risorse umane utilizzate
L'educatore del gruppo di riferimento

Strumenti e materiali utilizzati
Cartelloni bianchi (disposti a terra o ad altezza bimbo in base all'attività), colori a dita, rossetti atossici, camici da pittore, detergenti e struccanti.

Tempi
20/30 minuti circa per ogni singola attività, all'interno di un progetto sviluppato in più fasi.

Descrizione della/e attività

Tanti baci

Dopo aver colorato con mani e piedi, di cui conserviamo le impronte dalle precedenti attività, ora tocca alla bocca. Esploriamo così un'altra parte del corpo umano che può lasciare un'impronta sul foglio.
Prima dell'arrivo dei bambini l'educatore appende i cartelloni alla parete ad altezza di bambino, collocandone uno un po' defilato rispetto agli altri per permettere di sperimentare anche a chi preferisce lavorare individualmente.
Si fanno indossare ai bambini per evitare che si sporchino i "camici da pittore" (ricavati da vecchie t-shirt/camice fornite dai genitori e appositamente riadattate), come di consueto per le attività grafico-pittoriche e manipolative.
Accomodati in prossimità di uno specchio (vedersi riflesso permette il riconoscimento della propria immagine separata da quella degli altri, contribuendo alla conoscenza di sé) l'educatore colora le labbra dei bimbi con i rossetti.
Effettuata la fase del trucco l'educatore invita i bambini a dare tantissimi baci al cartellone e ad ammirare lo stampo che lascia la bocca.
Completata la prima fase, l'educatore incoraggia i bambini a provare a fare da soli se vogliono, a mettersi da soli il rossetto sulle labbra e/o farselo mettere da un amico, il tutto guardandosi allo specchio.
Possiamo poi fare smorfie, facce strane, rumori con la bocca.
Infine tutti a struccarsi con il materiale precedentemente preparato.
Gli stampi dei baci raccolti, anche con l'uso di cartoncini più piccoli (uno per ogni bambino), possono essere utilizzati per la composizione di biglietti di auguri da donare ai genitori, ad esempio in occasione della festa del papà e/o della mamma.



Unità educativa elaborata come progetto individuale in occasione del corso "Metodologia del gioco e dell'animazione"  - Laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione - Università degli studi di Padova-




Che cos'è un bambino?
Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori,
di tutte le forme.
I bambini che decidono di non crescere,
non cresceranno mai.
Avranno un mistero dentro di sé.



Allora anche da grandi si commuoveranno
per le piccole cose: 
un raggio di sole 
o un fiocco di neve.
Beatrice Alemagna