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domenica 26 gennaio 2014

Lo sviluppo del linguaggio

Eccomiiiiiii, BEN RITROVATI ;-)
La Befana ha portato via con se' tutte le festività e ora sono pronta per iniziare un nuovo fantastico anno armonicaMENTE insieme...

Volevo introdurvi un argomento che mi ha sempre interessato:
Lo sviluppo del LINGUAGGIO nel neonato.


Fin dalla nascita, il neonato compie azioni che lo preparano fisicamente ed intellettualmente al linguaggio. Succhiare, piangere, gridare, cinguettare e tutti i possibili giochi vocali insegnano a modulare i suoni, a produrre rumori e vocalizzi propri di tutte le lingue aiutando il bambino a preparasi, un giorno, a parlare e ad esprimersi.
Attraverso il pianto, soprattutto, il neonato si esprime fin dal primo istante di vita, cercando di indicare un bisogno, un malessere che chi lo accudisce imparerà presto a decifrare secondo l'intensità, il tono, la posizione di mani e piedi,... riuscendo a rispondere alla sua richiesta.

La preparazione degli organi preposti non è l'unico motore che si attiva perché il linguaggio è strettamente legato sia allo sviluppo del pensiero sia agli scambi con il proprio ambiente, in particolar modo con gli "adulti" di riferimento (genitori, fratelli e sorelle, nonni, educatori).
Il neonato ancor prima di nascere ha bisogno di una "immersione" nel linguaggio, un mondo fatto di ritmo,suoni e rumori (vedi post MUSICA in culla) ed è da subito affascinato dalla parola. Parlare al proprio bambino quando ancora è nella pancia e continuando poi, ovviamente, è il miglior modo per prepararlo al linguaggio. Parlare, giocare con le parole, cantare canzoni e filastrocche, non importa che il piccolo capisca, l'importante è stimolare l'udito.

Alla nascita siamo naturalmente predisposti all'acquisizione dei suoni di qualsiasi lingua e siamo in grado di produrre anche suoni che non appartengono al nostro futuro sistema linguistico. Con il passare del tempo ci "specializziamo"  a parlare la/le lingua/e che sentiamo. L'apprendimento spontaneo della lingua si compie, in un primo tempo, attraverso un processo di imitazione e riproduzione.
La velocità di acquisizione può variare da bambino a bambino. Esistono delle tappe segnalate a titolo indicativo; alcuni bambini "bruceranno" le tappe mentre altri le attraverseranno più lentamente, altri bambini passeranno velocemente i primi step d'acquisizione per poi regredire magari per un determinato periodo.
Tutto è relativo! Non preoccupiamoci se un bambino di 24 mesi possiede un vocabolario limitato ad una decina di parole... tuttavia se lo sviluppo del linguaggio vi preoccupa o se constatate una regressione o un ristagno che ritenete troppo lungo, non esitate a consultare il pediatra. E' sempre meglio consultare un medico che dirà che non esiste motivo di preoccuparsi, piuttosto che sottovalutare un possibile disturbo del bambino.

Alla fine del secondo anno di vita, il bambino possiede, generalmente, un vocabolario che conta indicativamente tra 100 e 200 vocaboli. Gli sforzi che deve ancora compiere sono orientati sia all'acquisizione di parole nuove sia alla loro pronuncia.

Se il bambino pronuncia male una parola o una frase, non riprendetelo sistematicamente ma fate finta di non capire quello che ha appena detto per farlo provare a ripetere in modo corretto oppure ripetete correttamente le parole che ha pronunciato male.
Non appena avrà acquisito un vocabolario più esteso è importante prepararlo a formare delle frasi, cercando quindi di non perdere la SANA ABITUDINE di commentare e spiegare tutto quello che si fa con il bambino o in sua presenza.

A prestissimo ;-)

lunedì 25 marzo 2013

MUSICA in culla

"L'obiettivo è di favorire la crescita di generazioni capaci di ascoltare e capire la musica, di comunicare musicalmente, di fare musica nelle loro famiglie e con i loro amici e di improvvisare" 
E.E. Gordon



La musica è cultura.
Il suo ascolto aiuta il bambino nei primissimi anni di vita a crescere e a sviluppare le sue capacità (linguisitiche, spaziali e matematiche).
La musica è come la parola: i bambini apprendono il linguaggio musicale nello stesso modo in cui imparano quello verbale ed entrambi diventano fin dalla nascita strumenti di comunicazione con il mondo che li circonda e di espressione della propria emotività.
L'esperienza musicale si rivela per il neonato un momento di relazione, di ascolto e di conoscenza con il genitore, un'occasione di sviluppo dell'attenzione e dell'immaginazione.
Da questi concetti nasce il metodo di apprendimento musicale da 0 a 3 anni di E. E. Gordon, oggi applicato in molti servizi per la prima infanzia che ha portato alla nascita di un vero e proprio progetto:
"Musica in culla" (www.musicainculla.it e www.aigam.org), una rete nazionale di associazioni, che organizza corsi ed eventi in tutta Italia.
Gli educatori di "Musica in culla" sono formati secondo un corso riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e basato sulla teoria gordoniana. La loro attività consiste nel coinvolgere i bambini attraverso il canto di melodie senza parole e movimenti coordinati, assecondandone i ritmi e le lallazioni con attività libere e strutturate.
I primi tre anni di vita del bambino sono cruciali e determinanti sono le esperienze che essi compiono: la musica diventa allora uno degli stimoli più importanti cui sottoporli.
Ancor prima del progetto "Musica in culla", con un minimo di impegno e di fantasia, si possono proporre dei giochi musicali anche tra le mura domestiche. Non ci si deve limitare a proporre al bambino un solo genere musicale ma è bene fargli conoscere un ampio repertorio, assecondando le sue preferenze per rendere l'approccio alla musica un'esperienza positiva, che permetterà anche agli adulti coinvolti di imparare un nuovo linguaggio per dialogare con i bambini, per ascoltarli e capirli meglio e tutto questo avrà anche un effetto terapeutico.


Le prime musiche da ascoltare insieme:
  • "Preludio n. 2" di Schostakovic
  • "I'm putting all my eggs in my basket" di L. Armstrong ed E. Fitzgerald


Libri per approfondire:

"L'orecchio musicale del bambino" di E.E. Gordon - 
Curci Editore 
"Crescere con la musica" di H.G. Bastian - 
Educultura
"La musica è un gioco da bambini" di F. Delalande - 
Franco Angeli Editore




La musica è intorno a noi,
non bisogna fare altro che ascoltarla.
Aforisma di A. Rush