sabato 21 settembre 2013

L'igiene orale è un gioco da bambini...




La dentizione è una tappa importante
La dentatura dei bambini si sviluppa attraverso due cicli: una dentizione decidua o da latte, costituita da 20 denti e una dentizione permanente, formata da 32 denti definitivi, che inizia dopo i 6 anni e si completa intorno ai 15 anni. La comparsa dei denti da latte avviene in linea di massima, tra i 4 e i 7 mesi per completarsi entro il compimento dei 3 anni.

Per maggiori informazioni consulta il sito dell'Associazione Italiana Odontoiatri (AIO):
www.aio.it

Educare i bambini a una corretta igiene orale fin da piccoli è molto importante, perché le abitudini che imparano in questa fase saranno fondamentali per la salute dei denti permanenti!!!
Quindi seguendo alcuni consigli coinvolgiamo i bambini nella cura dei primi dentini e nell'introduzione delle prime regole per una buona igiene orale.


  1. Anche se non sono ancora spuntati si può iniziare a prendersi cura dell'igiene orale del bambino mantenendo pulite le gengive con una garzina sterile inumidita, ad esempio con acqua o miele rosato, dopo ogni pasto e prima di metterlo a letto, si eviterà così il proliferare dei batteri, responsabili di eventuali infiammazioni alle gengive, già particolarmente sensibili e doloranti a causa della comparsa della dentatura.
  2. Si può approfittare della cosiddetta fase orale del bambino, dai 4 mesi in su, in cui tende a mettere in bocca tutto, per fargli scoprire lo spazzolino: sarà più facile avvicinarlo a questo strumento fondamentale quando sarà in grado di lavarsi i denti da solo.
  3. Spazzolate delicatamente denti, massaggiando anche le gengive, senza l'uso del dentifricio.
  4. Per coinvolgerli si può inventare una storia, proponendo delle immagini o dei personaggi divertenti.
Cresceranno sani e forti, avendo a cuore la salute dei loro amici denti!
Che ne dite? Un piccolo sforzo vale 
il sorriso di un bambino :-)


Ora tutti in bagno a prendere lo spazzolino!!!

venerdì 13 settembre 2013

Pasticciando in cucina... si imparano tante cose!



                           La cucina è molto amata dai bambini
Da piccoli per fare rumore con pentole, mestoli e coperchi, poi per curiosare nei pacchetti delle provviste, infine per pasticciare con i vari cibi. E' divertente mettere... le mani in pasta: in quella per la pizza o il pane, nell'impasto per le polpette o per la torta e così via. In seguito potranno preparare veri e propri piatti semplici, dall'uovo al tegamino alla pasta al pomodoro, in modo da arrivare con un minimo di autonomia quando avranno l'età per stare in casa da soli senza i genitori.



Una vera e propria scuola
Lavorando in cucina si imparano molte cose: ad usare con destrezza e precisione le mani, ad aspettare i tempi per la lievitazione o la cottura, a programmare la spesa, a stare attenti ai pericoli (coltelli, forbici, attrezzi pungenti, calore, fuoco, ecc.). E poi a non sporcare e a non sporcarsi troppo: dopo le prime esperienze "a ruota libera" l'educatore introdurrà le regole basilari di igiene e di buon senso.

Chi ben comincia...
Quale luogo migliore per iniziare a introdurre le informazioni di base per una corretta e sana alimentazione.
Occorre mangiare un po' di tutto perché in ogni alimento c'è qualcosa di utile per crescere ed essere forti: carne, pesce, uova e latticini forniscono le proteine, cioè i "mattoni" per diventare alti e avere muscoli forti; il latte fornisce il calcio per irrobustire ossa e denti; la verdura e la frutta sono ricche di vitamine e minerali; troppo zucchero provoca la carie e via di seguito.

Quale bambino non ha mai chiesto di "giocare" a cucinare?
Secondo me non esiste un posto più magico della cucina... ecco perché non c'è occasione migliore per insegnare ai piccoli a dare una mano in cucina, divertendosi ovvio!!!
Si può iniziare a spiegare che...

  • alcuni cibi sono composti da parti buone da mangiare e parti da scartare
  • la magia della cucina trasforma gli ingredienti per renderli migliori, con diversa consistenza e maggiore sapore
  • è importante conoscere il gusto degli alimenti per poterli usare nel modo migliore attraverso la guida delle ricette
  • il momento dell'assaggio è la prova più emozionante per ogni cuoco; serve a capire e valutare con attenzione l'aspetto, l'odore e il sapore di ogni piatto prima di servirlo!
Prima di iniziare a cucinare ci sono alcune regole da non dimenticare:

  1. ai bambini è consentito cucinare solo se in casa è presente un adulto
  2. prima di cucinare ci si deve lavare bene le mani e indossare un grembiule per limitare i danni
  3. è bene procedere sempre con molta calma e attenzione ai pericoli.
A questo punto tutti in cucina!!! Scegliete una ricetta facile per cominciare e... buon divertimento!!!


lunedì 12 agosto 2013

Il gioco del "DOVE SIAMO?"

Questa attività favorisce lo sviluppo della creatività, del gioco simbolico, l'immedesimazione in un percorso fantastico proposto dall'educatore e dagli amici e, allo stesso tempo, aiuta le iniziative personali.

Materiali
Teli colorati di diverse misure, tessuti e colori.

Mollette da bucato e nastro adesivo (per attaccare/appendere i teli alle pareti e al soffitto).
Materassi e cuscini.



L'educatore accompagna i bambini nell'ambiente predisposto per l'attività (sezione, laboratorio) completamente sgombro da altri materiali e rivestito di teli in modo da creare vari spazi (tane) dove i bambini possano entrare e uscire con facilità.

Sul pavimento è preferibile mettere dei materassi e/o cuscini in modo che i bambini possano stare seduti, distendersi, rotolare, dormire, ecc.

centroilgirasole.it


L'educatore, anche con l'ausilio di colonne sonore (rumori e/o musiche), propone un viaggio fantastico e invita i bambini a fare finta di essere in posti diversi e a comportarsi come richiederebbe quell'ambiente (esempio: nuotiamo se pensiamo al mare).
L'educatore può muovere, spostare, usare in vari modi i teli per variare gli stimoli percettivi.


L'attività si arricchisce e modifica seguendo i suggerimenti, le suggestioni che gli stessi bambini indicano mano a mano.

Siete pronti a giocare?

mercoledì 31 luglio 2013

Janusz Korczak



"Una farfalla sopra il torrente spumeggiante della vita.
Come rendere resistente il suo volo senza appesantirlo, 
come temprare le sue ali senza affaticarle?"
Janusz Korczak



Janusz Korczak (Varsavia 1878 - Treblinka 1942) aveva trovato la chiave per entrare nel mondo dei bambini.
La sua opera e le sue idee purtroppo sono ancora poco note nel nostro paese.
Come amare il bambino a mio giudizio è un'opera che contiene pensieri e riflessioni di grande attualità, in grado di stimolare e illuminare il nostro futuro come educatori per e con i bambini.

Lentamente, ma con grande lucidità, Korczak maturò l'idea, oggi attualissima, che per aiutare i bambini a crescere occorreva considerarli nella loro globalità e integrità, unificando discipline e saperi diversi.
Aveva imparato a vedere il mondo con gli occhi dei bambini e nei suoi scritti sono numerose le sollecitazioni per "entrare" nell'ottica del bambino (o per tornare a vedere il mondo come quando eravamo piccoli).
"Sei un impulsivo" dico a un ragazzo. "Va bene picchia pure, ma non troppo forte, arrabbiati, ma una volta sola al giorno". Se volete conoscere l'essenziale del mio metodo educativo, ecco, l'ho riassunto in questa frase. 
Con parole piene di passione Korczak spiega che è possibile riconoscere i diritti dei bambini soltanto quando si è capaci di capire i bambini, il loro mondo e i loro bisogni di crescita, quando si è capaci di vedere e di sentire come vedono e sentono loro, quando si riesce a considerare il loro mondo allo stesso livello di importanza del nostro. Per loro, per i loro diritti e per il rispetto della loro integrità e unicità, si batté fino all'ultimo credendo nella possibilità che l'uomo ha di dar vita ad un mondo diverso.
Non si è cristallizzato in me, né è stato ancora confermato il parere che il primo diritto incontestabile del bambino è quello a esprimere ciò che pensa e a prendere attivamente parte alle considerazioni e alle sentenze che esprimiamo a suo riguardo. Quando arriveremo a rispettarlo e ad avere fiducia in lui, quando lui stesso si fiderà e parlerà, cosa di cui ha diritto, allora ci saranno meno problemi e meno errori.
La sua attività è un riferimento essenziale per il rinnovamento dell'esperienza educativa.
Come Korczak aprì la "Casa degli orfani" nel 1912, la nostra Maria Montessori inaugurò la "Casa dei bambini" nel 1906-1907. Ci sono molti punti di contatto tra queste due rivoluzionarie esperienze, di educazione alternativa, basate sul puerocentrismo, antiautoritarie ed egalitarie.
I luoghi di accoglienza creati da Korczak si caratterizzano subito per l'atteggiamento nuovo adottato dal dottore e dai suoi collaboratori: la gestione delle regole viene affidata ai bambini che da subito diventano portatori e tutori dei loro diritti. Preoccupato del loro benessere complessivo, diventa per loro un consigliere.
Nel 1989 a New York, le Nazioni Unite, adottano anche in suo omaggio, la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza per i quali Korczak si era molto battuto.
Il bambino non ha ancora preso la parola, sta sempre e solo ascoltando.
Nella sfera dell'intelletto non si differenzia da noi, gli manca soltanto l'esperienza. 
 Che vita difficile hanno questi nani nel paese dei giganti! Sempre con la testa in su per vedere qualcosa. La finestra è in alto come in prigione. Per sedersi su una seggiola, bisogna essere un acrobata.
www.slideshare.net



Nel giudicare i bambini si commettono errori tanto gravi proprio per il fatto che i loro reali pensieri e sentimenti si perdono entro espressioni stereotipe, in forme tradizionali riempite di un contenuto assolutamente diverso.






Chi si addentri nello spirito delle parole usate dagli uomini vedrà cancellata la differenza tra bambino, giovane e adulto, fra animo semplice e pensatore, e l'uomo intelligente gli apparirà indipendente dall'età, dal ceto, dal grado di istruzione, dalla vernice culturale, come un essere raziocinante in base alla sua maggiore o minore esperienza. Uomini di opinioni diverse (non mi riferisco agli slogan politici, spesso poco sinceri e imposti con la forza) sono uomini con diverse esperienze di fondo.
Il suo intento fu quello di inviare messaggi direttamente ai bambini, ai genitori e agli educatori.
Il senso autentico della sua esemplare esperienza educativa è da consegnare alla memoria collettiva quale emblema di valori che attraversano la linea del tempo.

Adesso, quando penso alla realtà che mi aspetta nel prossimo futuro e mi domando se sarò all'altezza della situazione, mi ripeto questa poesia:
Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca, è piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.
Janusz Korczak 


Opere pricipali:
  • Come amare il bambino (1919-1920)
  • Il diritto del bambino al rispetto (1920)
  • Quando ridiventerò bambino (1925)
  • Diario del ghetto (1942)

lunedì 29 luglio 2013

DECALOGO DEI DESIDERI DEI BAMBINI

Ispirandosi al pedagogo Klaus Dieter Kaul, la psicologa dell'infanzia e psicoterapeuta Maria Rita Parsi propone di seguire il seguente decalogo per "illuminare la vita dei bambini con comportamenti che rispettino i loro desideri, i loro bisogni, le loro aspirazioni".

  1. DATECI AMORE - Concepiteci per amore, chiamateci alla vita per il desiderio di esprimere la vita. Solo l'amore consente, infatti, di crescere provando l'amore per la vita, per gli altri, per gli animali, per il sapere, per le regole e per il rispetto.
  2. DATECI ATTENZIONE - Il vostro tempo e non le vostre ricchezze sono i beni più preziosi. La vostra presenza, la vostra cura: nessun regalo, per quanto prezioso, nessuna baby sitter può sostituire il bene prezioso ed unico della vostra presenza.
  3. RISPETTATE I NOSTRI TEMPI - Consentiteci di crescere rispettando i "nostri tempi", senza forzarci, senza obbligarci a fare dei passaggi che non rispettano il nostro sviluppo psicofisico, la nostra competenza emotiva, il nostro cuore.
  4. RIMANETE AL NOSTRO FIANCO nei passaggi della vita. Fateci sentire la vostra compagnia, il vostro sostegno, la vostra presenza. Non negateci il vostro affetto e, anzi, fateci sentire che esso è incondizionato. Abbiamo bisogno di esplorare la vita e, inizialmente, dovete essere al nostro fianco.
  5. CONSENTITECI DI SBAGLIARE senza giudicarci, senza dare voti, senza emettere sentenze, giudizi, perché sbagliare fa parte dell'esperienza della vita.
  6. DATECI LA VOSTRA GUIDA - Se voi ci guidate lungo la strada della vita, vi seguiremo, faremo
    come voi, impareremo ad andare, ad affrontare le salite, le scalate, ad evitare i burroni, ad esplorare le grotte, a trovare i luoghi giusti dove riposare. Se voi ci guidate, impareremo a marciare e, nel tempo, diventeremo anche noi delle guide.
  7. DATECI REGOLE CHIARE, limiti ben precisi. Poche e chiare regole comprensibili alla mente ed al cuore. Regole che aiutino a trovare la strada dei comportamenti sereni. Regole che voi stessi rispettate.
  8. SIATE AFFIDABILI e non tradite mai le promesse che ci fate.
  9. MOSTRATECI L'AMORE CHE PROVATE per noi. Abbiamo bisogno di coccole. Perché,
    come dice Arthur Janov: "Le coccole fanno maturare il cervello".
  10. DATE SPAZIO ALLA GIOIA, aprite il vostro cuore alla gioia, ricercatela e donatela a noi poiché è la gioia a illuminare la vita, a creare quelle preziose, intime, psicologiche condizioni che consentono di affrontare le esperienze della vita con la serena consapevolezza e la speranza di essere amati e di poter amare ricambiando il dono.
... credo non si possa fare altro che condividere i desideri dei bambini, voi che ne dite???

venerdì 28 giugno 2013

Un altro DECALOGO

"PER CHI AMA I DECALOGHI... (però possono servire...)"
dal libro di Giovanni Bollea, Le madri non sbagliano mai, 1995, Giangiacomo Feltrinelli Editore

Non basta l'affetto

Interessante è, a questo proposito, il decalogo che la famosa pedopsichiatra Susan Isaacs
suggerisce alle mamme:

  1) Non dire semplicemente "non devi fare questo" se puoi aggiungere "ma fare quest'altro".
  2) Non chiamarli "capricci" quando si tratta soltanto di cose che disturbano.
  3) Non interrompere qualsiasi cosa faccia il bambino senza dargli un preavviso.
  4) Non "portare" a passeggio il bambino, ma vai a passeggio "con" lui.
  5) Non esitare a fare delle eccezioni alle regole.
  6) Non prendere in giro il bambino e non fare dei sarcasmi: ridi con "lui", e non "di" lui.
  7) Non fare mostra del bambino agli altri e non farne un giocattolo.
  8) Non credere che il bambino capisca ciò che gli dici solo per il fatto che tu lo capisci.
  9) Mantieni le tue promesse e non farle quando sai di non poterle mantenere.
10) Non mentire e non sfuggire alle domande.

Fin qui Susan Isaacs.
La conclusione è una sola: i bambini hanno bisogno non soltanto del nostro affetto e della nostra simpatia, ma anche della nostra intelligenza e dei nostri seri e pazienti sforzi per capire la via del loro sviluppo mentale:
ecco ancora sottolineata la necessità dell'ASCOLTO.

Fin qui Giovanni Bollea.
Ora concludo con le parole di un grande maestro, Janusz Korczac, educatore, poeta, medico e libero pensatore, le cui opere e idee sono ancora poco note nel nostro paese...
Vogliamo: "Un educatore che non schiaccia ma libera, non trascina ma innalza, non opprime ma forma, non impone ma insegna, non esige ma chiede (...)"