sabato 8 giugno 2013

In equilibrio con il corpo

                                                                                                                                                               

Immagine corporea

I bambini conoscono se stessi e il mondo attraverso il corpo, si esprimono con il corpo e sperimentano quotidianamente il cambiamento, la crescita delle proprie abilità fisiche.
L'immagine corporea è ciò che i bambini sentono, vedono e pensano del proprio corpo ma è soprattutto ciò che i bambini "creano", non soltanto attraverso uno specchio, bensì attraverso gli occhi di chi li circonda, che gli consegnano un'idea positiva o insicura di sé.
Il corpo del bambino non deve mai essere ridicolizzato (NO alle prese in giro sui difetti fisici), né idealizzato (con eccessivi richiami alla bellezza e alla magrezza).
I bambini vanno nutriti con equilibrate attenzioni affinché possano integrare nella propria immagine corporea tutti gli aspetti di sé che riguardano anche la propria sfera emotiva, in nome di un graduale e sano processo di crescita psicofisica.
Viene consigliato di portare fin da piccoli i bambini in piscina: l'ambiente acquatico favorisce movimenti dolci e percezioni positive del proprio corpo.

L'atostima del bambino

L'autostima è la misura della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, il "mattone" principale della nostra identità che consente la scalata verso la realizzazione individuale e sociale.
Il processo per l'acquisizione dell'autostima ha origine nell'infanzia, dove si formano le basi per la costruzione di una positiva immagine di sé. Perché avvenga ciò, è necessario anzitutto che le figure di riferimento, quali per primi i genitori, ma anche educatori, insegnanti e tutti coloro con cui il bambino si confronta ogni giorno, gli comunichino stima, lo sostengano incoraggiandolo e mai squalificandolo e, soprattutto, gli offrano riscontri positivi attraverso conferme e non sterili mortificazioni o attacchi alla sua personalità.

Il bambino deve sentirsi amato di un amore che nasce da un'accettazione piena e profonda: se gli altri lo accettano, anche lui imparerà ad accettarsi; se gli altri credono in lui, anche lui imparerà a credere in sé; se infine gli altri lo amano, anche lui imparerà ad amarsi e soltanto grazie a quell'amore riuscirà a maturare la propria autostima di bambino.

venerdì 31 maggio 2013

Scopro e conosco il mondo: esperienze sensoriali ed emozionali

"Il bambino conosce il mondo attraverso i sensi: tocca, assaggia, annusa, ascolta. Nel proporre esperienze con materiali di diversa consistenza e origine, permetto al bambino di provare le diverse sensazioni che ne derivano, conoscere il mondo che sta attorno a lui e favorire la distinzione fra sé e il mondo. ... la consapevolezza di sé è il prodotto dell'esplorazione del proprio corpo..."
Grace J. Craig, Lo sviluppo Umano

La conoscenza del mondo, per un bambino, è di tipo plurisensoriale ma il focus di questa attività è il tatto.
Il tatto completa le sensazioni visive e uditive, fornisce utili informazioni alla conoscenza di tutto ciò che ci circonda. Quando un bambino gira per casa a gattoni e tocca le fredde piastrelle, il soffice tappeto, il tiepido legno, il ruvido muro,... impara moltissime cose. Le mani rappresentano il mezzo con il quale l'individuo si apre al mondo.
Osservando i bambini:
  • una bambina torna più volte a toccare un morbido batuffolo bianco sul pannello
  • ripetutamente un bambino raccoglie dei semi e li lascia scivolare sulla testa
  • un bambino tocca il riccio della castagna e si mette a piangere disperato
  • i chicchi di grano nel sacchettino "sono sassolini" dice una bambina continuando a muoverli tra le mani
  • i chicchi di caffè diventano pioggia
  • un bambino con una macchinina lascia tracce sulla farina sparsa sul paimento
Ogni cosa può rimanere ciò che è, trasformarsi in altro, dare sensazioni differenti, essere usata in diversi modi, può raccontarsi e permetterci di raccontare, può esistere e permetterci di esistere.
Articolazione della proposta
L'installazione di diversi pannelli sensoriali lungo i corridoi vuole trasformare e dare valore allo spazio e ai momenti di attesa e di transizione, che precedono o seguono le routine e le esperienze di gioco più strutturate all'interno della giornata.
Le aree di sosta diventano luoghi di scoperta e di gioco, inoltre attraverso i materiali implementano le possibilità di interazione tra pari (i bambini si ritrovano davanti ai pannelli in piccoli gruppi oppure la presenza di uno attira l'altro).
Queste esperienze tattili-sensoriali diventano momenti a cui i bambini sono invitati ma non obbligati a sperimentare.

La scelta dei materiali viene fatta in base a caratteristiche quali consistenza, origine, contrasti, forma e spessori.
Materiali:
- carta e stoffa di varia consistenza stesa o appesa, fettuccia in stoffa, fili e gomitoli di lana, corde,...
- granaglie, farine, argilla, segatura, acqua,...
- terra, foglie, rami, sassi, pigne, corteccia, argilla espansa, sabbia,...

Obiettivi
  1. Il bambino conosce e sperimenta materiali diversi nella forma, nel colore e nella consistenza.
  2. Il bambino scopre sensazioni differenti attraverso il contatto con i materiali.
  3. Il bambino sperimenta possibilità diverse con lo stesso materiale.
  4. Stimolare la curiosità e il desiderio di sperimentare e di porre domande.
  5. Favorire la relazione tra bambini.
Che cos'è un bambino?
I bambini posseggono delle cose piccole, proprio come loro: un piccolo letto, piccoli libri colorati, un piccolo ombrello, una piccola sedia.
Però vivono in un mondo grandissimo; talmente grande che le città non esistono, gli autobus salgono su nello spazio 
e le scale non finiscono mai.
Beatrice Alemagna

giovedì 23 maggio 2013

Il Cestino dei Tesori



Premessa al progetto:
attraverso "il fare", l'esplorazione con i cinque sensi, il bambino scopre, conosce e apprende il mondo circostante.
Questa particolare attività favorisce l'esplorazione del materiale offerto attraverso i sensi e contemporaneamente stimola la capacità di concentrazione (intesa come attenzione e partecipazione alla scoperta, sperimentazione e uso dei materiali), la creatività, la scoperta di nuovi possibili usi del materiale.

Che cos'è il Cestino dei Tesori?

"(...) uno dei modi più efficaci per incoraggiare i bambini nel gioco e nell'apprendimento, non appena siano in grado di stare seduti e prima che inizino a andare carponi."
Goldschmied E., Jackson S., (1994), Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Bergamo, p.106

Vengono offerti a piccoli gruppi di bambini dei cestini contenenti diversi oggetti di uso quotidiano (2 o 3 elementi per ciascun tipo di oggetto, ad esempio: coperchi per barattoli, mollette di legno, spazzole di diverso tipo e dimensioni, gomitoli, mestoli, penneli, tappi di sughero, sacchetti sensoriali, oggetti naturali, ecc) da esplorare attraverso tutti i sensi.
Il bambino alle prese con i vari oggetti del cestino dei tesori guarderà (colore, forma, lunghezza), toccherà (consistenza, forma, peso), annuserà (varietà di odori), potrà afferrare e succhiare (esercitando la coordinazione oculo-manuale e la varietà di sapori), scuotere (scoprendo relazioni di causa-effetto), battere, ascoltare suoni e rumori differenti, raccogliere, selezionare gli oggetti per lui interessanti.
Gli oggetti devono sempre essere selezionati secondo criteri di sicurezza e igienicità.
Accanto ai cestini è opportuno offrire alcuni barattoli, contenitori affinché il bambino possa sperimentare le attività di riempimento e svuotamento.
L'attività verrà proposta ai bambini, suddivisi in piccolo gruppo omogeneo per età (dagli 8 ai 15 mesi), in una stanza priva di altri stimoli.
L'adulto durante l'attività dovrebbe sedersi lì vicino, senza parlare o intervenire, a meno che il bambino non chieda chiaramente la sua attenzione.

Tempi del progetto

Dopo una fase iniziale in cui verrà chiesto anche il contributo dei genitori per la raccolta del materiale, si inizieranno a proporre i cestini ai bambini.
Nel tempo il materiale contenuto nei cestini verrà modificato, al fine di fornire ai bambini sempre nuove occasioni di scoperta e di esplorazione. In tal modo verrà mantenuto vivo l'interesse verso l'attività proposta.
Quando l'interesse diminuirà, verrà proposto il gioco euristico.



Non ci può essere un lavoro che riesca bene e di soddisfazione senza gioco; non ci può essere pensiero valido e sano senza gioco. Charles Dickens, 1854




Giocare è un'attività indispensabile per la vita di ogni bambino, come lo sono l'acqua, il cibo e il sonno.

Il gioco aiuta a sviluppare le capacità fisiche e quelle mentali, inoltre insegna a stare insieme, a competere e a collaborare con gli altri.

La DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEI BAMBINI, elaborata a New York nell'anno 1959 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite afferma che: "Il bambino deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e ad attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono adoperarsi per favorire la realizzazione di tale diritto".

Il bambino, ogni bambino, ne ha diritto poiché, se non gioca, non può effettuare una sana esplorazione di se stesso e dell'ambiente che ha intorno a sé.
Un bambino che non vuole o non sa giocare è un bambino triste, solo, in difficoltà; un bambino che non gioca perché non può è un piccolo schiavo cui si è rubata l'infanzia.
Giocando, infatti, il bambino può edificare con la fantasia una realtà immaginata in cui mettere in scena le cose importanti, può fare finta di essere un'astronauta, un papà o una mamma, può fare finta di ridere e di piangere e mettere alla prova tutte le sue diverse emozioni e parti di sé.

Una curiosità: alcune ricerche di psicologia dimostrano che bambine e bambini hanno comunque gusti differenti, anche se si offrono loro gli stessi giochi fin da piccolissimi. Sempre secondo queste ricerche: le femmine prediligono racconti, bambole e giochi di società mentre i maschi preferiscono sport, pupazzi e giochi di competizione, conflitto, aggressione.

"è nel giocare e soltanto mentre gioca che il bambino, e anche l'adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell'intera personalità, ed è soltanto nell'essere creativo che l'individuo scopre il Sé"
Donald Winnicott

martedì 30 aprile 2013

BUONE ABITUDINI a scuola

La fonte delle buone abitudini a scuola è il DIALOGO, aperto e sincero, declinato in ogni forma: tra educatori/insegnanti e genitori, tra educatori/insegnanti e educandi/alunni, tra genitori e figli.
I bambini possono apprendere questa buona abitudine dagli adulti vedendoli dialogare in maniera collaborativa, rispettosa, amichevole ed equilibrata.
I bambini poi, debbono poter parlare tranquillamente con gli adulti di tutto quello che succede loro a scuola, senza temere il loro giudizio; altrimenti finiranno per vergognarsi dei loro errori, delle difficoltà, degli insuccessi e magari iniziare a raccontare bugie.
Per evitare tutto ciò l'atteggiamento migliore è incoraggiare i bambini a parlare serenamente delle cose belle che capitano a scuola (giocare, fare amicizia, appendere), come delle cose più difficoltose.
Insegnamo ai bambini che, se affrontiamo "insieme" i problemi che si possono presentare li risolveremo "insieme". Insegnamo che le difficoltà fanno parte della vita come i successi e anzi, sono proprio le prime i migliori maestri di vita: quelli che ci impongono delle prove da superare, proprio come avverrà lungo tutto il percorso della nostra vita. E superare le prove è un ottimo esercizio che favorisce l'accrescimento dell'autostima e della fiducia in sé.

UNA SCUOLA DEI GENITORI E DEI BAMBINI
è una scuola dove:

  • "CONOSCERSI è bello" : quando ci si conosce tutti educatori/insegnanti, bambini e genitori si crea facilmente il giusto clima di fiducia.
  • "Gli ERRORI sono nostri AMICI" : in famiglia come a scuola si deve insegnare a non temere gli errori; gli errori non devono farci paura, non bisogna instillare nel bambino l'ansia da prestazione. Bisogna favorire l'esercizio alla sperimentazione laddove l'errore fa parte dell'esperienza di crescere e comprendere la realtà, di assumersi la responsabilità, di conquistare l'autonomia.
  • "C'è FIDUCIA in ogni bambino", anche se ha difficoltà o incertezze.
  • "Si è liberi di IMMAGINARE" : è il grande potere dei bambini, l'unica vera risorsa che abbiamo per vivere un giorno in modo migliore.
  • "Ci sono le REGOLE" : poche, semplici, valide per tutti. Sono la base della vita collettiva, in famiglia e a scuola.

BUONE ABITUDINI


Le buone abitudini nascono in famiglia, dove i bambini dovrebbero sentirsi al sicuro, amati e rispettati; nascono in famiglia dove si dovrebbero apprendere le regole e i comportamenti utili a crescere sani e forti, in grado di confrontarsi con gli altri in modo aperto e senza troppi problemi.

Da piccoli tutto è come un gioco ed è molto importante insegnare subito ai bambini a giocare e a scambiarsi affetto senza censurare le emozioni. Non diciamogli mai che non si deve piangere, che non bisogna essere gelosi,... Anche a noi capita! Insegnamo invece loro che le emozioni sono una cosa bellissima, il bene più prezioso che abbiamo come persone. Una buona abitudine è imparare a dire "oggi mi sento felice" oppure "sono arrabbiato, triste, spaventato, preoccupato, allegro, coraggioso, divertito, irritabile, ecc.".

Una buona abitudine è sapere dal mattino come è organizzata la giornata, senza rigidità ma senza troppe variazioni, perché per i bambini ciò che è noto e previsto è un'importante fonte di sicurezza. Quindi è bene non cambiare continuamente i programmi della giornata sconvolgendoli a seconda delle necessità degli adulti!

Fare colazione tutti insieme al mattino è una semplice buona abitudine: bastano meno di 30 minuti al profumo di latte, caffè, biscotti,... Di solito a pranzo i bambini sono a scuola e gli adulti al lavoro, però a cena si dovrebbe poter riuscire a stare di nuovo tutti insieme intorno alla tavola! Basta cenare più presto e mentre si cena non tenere accesi la televisione e i cellulari, un piccolo esempio di come, per un'ora, le parole e l'intimità di una famiglia possono prevalere sull'invadente onnipresenza dei nuovi mezzi di comunicazione!

La cosa fondamentale è dunque insegnare loro che sono i riti quotidiani, le BUONE ABITUDINI, a creare i legami e ad essere i compagni di viaggio di una vita serena, piena di significato e di valori.

Che cos'è un bambino?
Ci cono bambini strani, bassi, tondi, silenziosi.
Bambini con gli occhiali, sulla seggiola a rotelle.
Bambini con l'apparecchio per i denti che scintilla al sole.

Ci sono bambini faticosi, odiosi, che non vogliono mai andare a dormire,
bambini viziati che fanno solo quello che vogliono,
bambini che a volte rompono i piatti, le scodelle
e tutto il resto.
Tutti i bambini sono persone piccole
che un giorno cambieranno.
Beatrice Alemagna

domenica 28 aprile 2013

Progetto "Siamo fatti così!"

Attività laboratoriale da svolgersi in 4 incontri.
  • IMPRONTE MANI
  • IMPRONTE PIEDI
  • STAMPO LABBRA
  • SAGOMA CORPO (dove disegnare e colorare elementi, di cui non si può avere l'impronta, che compongono e contornano il viso come occhi, naso, orecchie, sopracciglia, capelli.)



Campo di esperienza: Attivare riconoscimento e appropriazione di sé mediante lo sviluppo della consapevolezza del sé corporeo, riproducendo dettagli del proprio corpo.
Prodotto finale dei laboratori:
cartellone (uno per ogni bambino) che riproduce schema corporeo con particolari rilevati dalle varie attività.

Obiettivi generali
  • Favorire lo sviluppo delle aree senso-percettiva e cognitiva.
  • Favorire la costruzione dell'identità personale attraverso la scoperta di sé e dell'altro.
  • Favorire l'autonomia nelle varie esperienze proposte.
  • Favorire l'area relazionale con possibilità di azioni individuali e momenti di scambio.
Obiettivi specifici
  • Il bambino conosce e esplora vari materiali e tecniche grafico-pittoriche.
  • Il bambino utilizza tutto il corpo per sperimentare (limiti spaziali della propria corporeità, per riprodurre il proprio schema corporeo e singoli elementi, per ricavare impronte e particolari del viso).
  • Il bambino manipola i materiali senza temere di sporcarsi.
  • Il bambino sperimenta sensazioni tattili e visive.

Destinatari/target
Bambini della fascia 12-24 mesi.

Spazio e allestimento del setting educativo
Lo spazio scelto per l'attività educativa è la sezione, allestendo un angolo grafico-pittorico nei pressi di uno specchio e mettendo a disposizione esclusivamente i materiali necessari per lo svolgimento delle attività, evitando così il più possibile la dispersione.

Risorse umane utilizzate
L'educatore del gruppo di riferimento

Strumenti e materiali utilizzati
Cartelloni bianchi (disposti a terra o ad altezza bimbo in base all'attività), colori a dita, rossetti atossici, camici da pittore, detergenti e struccanti.

Tempi
20/30 minuti circa per ogni singola attività, all'interno di un progetto sviluppato in più fasi.

Descrizione della/e attività

Tanti baci

Dopo aver colorato con mani e piedi, di cui conserviamo le impronte dalle precedenti attività, ora tocca alla bocca. Esploriamo così un'altra parte del corpo umano che può lasciare un'impronta sul foglio.
Prima dell'arrivo dei bambini l'educatore appende i cartelloni alla parete ad altezza di bambino, collocandone uno un po' defilato rispetto agli altri per permettere di sperimentare anche a chi preferisce lavorare individualmente.
Si fanno indossare ai bambini per evitare che si sporchino i "camici da pittore" (ricavati da vecchie t-shirt/camice fornite dai genitori e appositamente riadattate), come di consueto per le attività grafico-pittoriche e manipolative.
Accomodati in prossimità di uno specchio (vedersi riflesso permette il riconoscimento della propria immagine separata da quella degli altri, contribuendo alla conoscenza di sé) l'educatore colora le labbra dei bimbi con i rossetti.
Effettuata la fase del trucco l'educatore invita i bambini a dare tantissimi baci al cartellone e ad ammirare lo stampo che lascia la bocca.
Completata la prima fase, l'educatore incoraggia i bambini a provare a fare da soli se vogliono, a mettersi da soli il rossetto sulle labbra e/o farselo mettere da un amico, il tutto guardandosi allo specchio.
Possiamo poi fare smorfie, facce strane, rumori con la bocca.
Infine tutti a struccarsi con il materiale precedentemente preparato.
Gli stampi dei baci raccolti, anche con l'uso di cartoncini più piccoli (uno per ogni bambino), possono essere utilizzati per la composizione di biglietti di auguri da donare ai genitori, ad esempio in occasione della festa del papà e/o della mamma.



Unità educativa elaborata come progetto individuale in occasione del corso "Metodologia del gioco e dell'animazione"  - Laurea in Scienze dell'Educazione e della Formazione - Università degli studi di Padova-




Che cos'è un bambino?
Ci sono bambini di tutti i tipi, di tutti i colori,
di tutte le forme.
I bambini che decidono di non crescere,
non cresceranno mai.
Avranno un mistero dentro di sé.



Allora anche da grandi si commuoveranno
per le piccole cose: 
un raggio di sole 
o un fiocco di neve.
Beatrice Alemagna